Se le posate di plastica devono sparire

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L'Ue si prepara a mettere al bando, dal 2021, 1,9 milioni di tonnellate di plastica per imballaggi, posate e accessori usa-e-getta dell'industria agroalimentare e un giro d’affari di circa 4 miliardi.

L'Italia è uno dei principali produttori di posate usa-e-getta e per questo le aziende del settore dovranno riconvertirsi velocemente per non rischiare di chiudere. Qualcosa si sta naturalmente muovendo, come testimoniano i tanti brevetti depositati per la sintesi di biopolimeri. Tuttavia la questione delicata è in merito agli investimenti richiesti, che possono arrivare a diverse decine di milioni di euro, per poter cosrtuire bioraffinerie o adeguare gli impianti dei produttori di imballaggi. 

E ci si chiede se, considerato che l’UE ha toccato con questa manovra solo il 7% delle plastiche inquinanti, gli sforzi daranno veramente i risultati sperati, soprattutto in termini di inquinamento ambientale. 

L’Italia giocherà di sicuro un ruolo importante, e lo dimostrano le aziende che stanno nascendo legate ad esempio al riutilizzo e trasformazione di scarti o a stoviglie totalmente compostabili. 

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