Pir: in aiuto di PMI e startup

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La Legge di Bilancio ha introdotto importanti novità in tema di Pir.

E’ stato infatti introdotto l’obbligo per i Piani individuali di risparmio di investire il 3% del patrimonio in aziende quotate all’AIM di Borsa italiana, il mercato dedicato alle Pmi e anche alle startup.

Si consentirebbe in questo modo l’accesso a tutte quelle realtà che hanno maggiormente bisogno di capitali.

I Pir sono stati introdotti nell’ordinamento italiano con la legge di Stabilità del 2017, con l’obiettivo di indirizzare il risparmio privato degli italiani incanalando l'investimento verso le aziende nostrane. L’idea di destinare il 3% del patrimonio alle Pmi, in strumenti non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi di negoziazione di piccole e medie imprese, sarebbe un vincolo più specifico che si andrebbe ad aggiungere oltre alla quota del 70% già vincolato dalle normative vigenti.

 

Questa decisione avviene tuttavia in concomitanza a un’altra, che sembra invece decisamente frenare l’emissione di nuovi Pir.

Infatti, a partire da gennaio questo strumento di finanziamento per le imprese dovrà sottostare al rispetto delle condizioni dei regolamenti europei in tema di aiuti alle PMI.

Il decreto attuativo è atteso entro 4 mesi, quindi l’emissione di nuovi pir rimarrà presumibilmente ferma fino ad aprile. 

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