Londra sta per perdere il Tribunale europeo dei brevetti a causa del trasloco della Brexit?

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L'anno scorso Londra ha già perso l'Agenzia europea dei medicinali ad Amsterdam e l'Autorità bancaria europea a Parigi, in uno dei primi segnali concreti della Brexit mentre il Regno Unito si prepara a lasciare l'Unione europea.

La capitale olandese ha battuto Milano dopo tre round, mentre Parigi ha vinto la gara per prendere l'European Banking Authority, battendo Dublino nella finale, dopo che il favorito Francoforte è stato eliminato al secondo turno.

Tuttavia, un altro successo potrebbe essere dietro l'angolo per la capitale industriale italiana. Anche il Tribunale unificato dei brevetti sta per trasferirsi.

Cos'è il Tribunale europeo unificato dei brevetti?

Il tribunale dei brevetti fa parte del sistema europeo di brevetti unitario, a lungo atteso, per proteggere le nuove invenzioni, che è iniziato nel 2017.

Il sistema mira a ridurre la burocrazia convalidando automaticamente un brevetto unico in tutti i paesi che hanno aderito. Questo è un enorme vantaggio per le aziende che in passato dovevano spendere soldi per richiedere brevetti separati in diversi territori.

Come pianificato, un tribunale unificato dei brevetti a Parigi si occupa di controversie legali su nuove invenzioni, mentre un altro a Monaco di Baviera si occupa di questioni di ingegneria.

Nel 2018 è stata aperta una terza sezione di tribunale ad Aldgate Tower, Londra, dedicata alle controversie nel settore farmaceutico e delle scienze della vita, settore nel quale il Regno Unito è considerato leader mondiale.

Tuttavia, il voto sulla Brexit e gli incerti negoziati hanno sollevato dubbi sul fatto che il Regno Unito possa ospitare la corte in futuro, o addirittura aderire al principio unitario dopo che ha lasciato l'UE.

Il sistema prevede l'accettazione della legge e delle sentenze dell'UE dalla Corte di giustizia europea a Lussemburgo, che non è gradita ai politici che sostengono la Brexit.

Milano ha contestato la decisione di istituire il tribunale di Londra già nel 2017, quando L'Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale ha pubblicato una lettera del suo Presidente al Primo Ministro italiano e altri, sollecitandoli a fare un'offerta per Milano in sostituzione di Londra come posizione di una sezione della divisione centrale dell'UPC.

La lettera sosteneva che la sezione della divisione centrale dovrebbe essere in Italia piuttosto che a Londra perché l'Italia è il quarto stato dell'UE (dopo Francia, Germania e Regno Unito) in cui ha avuto effetto il maggior numero di brevetti europei. Il ragionamento è che dovrebbe, pertanto, in base all'accordo UPC, sostituire automaticamente il Regno Unito come uno dei tre paesi obbligatori di ratifica.

Un altro motivo è il fatto che l'Italia è uno dei principali paesi dell'UE che richiede non solo brevetti europei, ma anche marchi e disegni, ma al momento non ospita alcuna istituzione IP dell'UE. Per quanto riguarda la scelta di Milano come sede particolare in Italia, la lettera spiegava che la maggior parte delle domande di PI italiane provengono da aziende o imprese situate nella regione Lombardia e che un nuovo Tribunale unificato in materia di brevetti apporterebbe benefici come la crescita dell'occupazione e un miglioramento reputazione nell'innovazione e nella creatività.

Tuttavia, nonostante il referendum sulla Brexit, l'accordo è stato corretto e il tribunale unificato è stato istituito a Londra all'inizio del 2018, anche se non è ancora operativo. In passato la Gran Bretagna ha sottolineato più volte che le sue intenzioni sono di rimanere parte del quadro brevettuale dell'UE e nel maggio 2018 il governo britannico ha confermato che il Regno Unito aderirebbe al nuovo sistema.

Cosa sta succedendo ora?

Le cose potrebbero cambiare dopo l'estate, quando verrà annunciato un nuovo primo ministro britannico e i negoziati sulla Brexit ricominceranno. Cosa succederà nel caso di un "no deal"?

Bene, il campo dovrà trasferirsi abbastanza velocemente e questa volta Milano è determinato a vincere la battaglia.

Alla fine di giugno si è tenuto un incontro presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sul Tribunale unificato dei brevetti (UPC), istituito dai 25 Stati membri dell'Unione europea per agire da organo giudiziario con competenza esclusiva in materia di controversie riguardanti i brevetti europei.

Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il Presidente della Corte d'Appello di Milano, Marina Tavassi hanno partecipato all'evento.

L'incontro è stato l'occasione per uno scambio di vedute sull'accordo istitutivo del Tribunale unificato dei brevetti e, in particolare, sulla sede della Divisione centrale della Corte, che in origine era stata assegnata a Londra, ma che potrebbe essere trasferita a causa della Brexit. Il Comune di Milano e la Regione Lombardia hanno confermato il loro interesse ad ospitare quella sezione dell'UPC e hanno quindi annunciato che avrebbero presentato al governo la candidatura formale del Comune di Milano.

Sono buone o cattive notizie per le start-up e le piccole imprese?

Le piccole e medie imprese sono un pilastro dell'economia europea e sono fondamentali per garantire la crescita economica, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro in tutta Europa. Una domanda su quattro ricevuta dall'EPO (European Patent Office) proviene da un'azienda individuale o di piccole e medie dimensioni.

Avere una Corte europea unificata per trattare i brevetti in tutto lo stato membro è un enorme passo avanti che consentirà alle organizzazioni di registrare un brevetto una sola volta rendendolo valido in tutta l'Unione europea.

Secondo uno studio recente, mentre i brevetti hanno già un effetto positivo sugli scambi in Europa, il loro impatto è attualmente ostacolato dalla mancanza di una tutela brevettuale a livello europeo veramente senza barriere. Oggi le aziende si trovano ancora ad affrontare un sistema frammentato in seguito alla concessione di un brevetto da parte dell'EPO. Questi includono le tasse nazionali di convalida e di manutenzione pagabili in ciascun paese in cui si desidera la protezione. Inoltre, i brevetti sono soggetti a livelli disuguali di protezione nazionale e al rischio di contenziosi paralleli, con potenziali risultati diversi nei diversi paesi.

Il brevetto Unitario affronterà queste carenze. Riducendo drasticamente i costi complessivi, faciliterà l'accesso al mercato europeo delle tecnologie, in particolare per le PMI, le università e i centri di ricerca.

In conclusione, un tribunale unificato per i brevetti è un'innovazione tanto necessaria che darà la possibilità di stimolare il business e la creatività in tutta Europa. Se sarà Londra o Milano a vincere la battaglia per il posto in cui la corte dovrebbe sedersi dopo la Brexit, è ancora troppo presto per dirlo.

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