L’economia circolare: un fiore all’occhiello per l’Italia

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E’ notizia di questi giorni che l’indice stilato dal Circular Economy Network ci posiziona al primo posto in Europa in tema di Economia Circolare. 

Seguono ben distanziate Inghilterra, Germania e Francia. L’indice viene calcolato sulla base di alcuni valori tra cui l’uso efficiente delle risorse, l’utilizzo di materie prime seconde e l’innovazione nelle categorie produzione, consumo e gestione rifiuti. 

Un ottimo esempio di applicazione di economia circolare è l’industria agroalimentare: in Liguria Archimede Ricerche sta lavorando sul progetto europeo denominato Saltgae. 

L’industria agroalimentare produce grandi quantità di acque reflue ogni giorno, e questo progetto mira a dimostrare la possibilità di coltivare microalghe che assorbano dall’acqua i contaminanti, utili per la loro crescita: il risultato è da un lato l’acqua depurata e limpida e dall’altro la produzione di risorse preziose, nuovamente riutilizzabili.

Quindi depurazione, riduzione dell’inquinamento e produzione di nuove risorse contemporaneamente. 

Tra le alghe prodotte, la spirulina: fra le sue diverse qualità sfruttate dai ricercatori, la capacità di prosperare in acque ad alta salinità. Come precisa Daniele Carlini, direttore di produzione di Saltgae, "L'alga è in grado di sequestrare quelli che definiamo contaminanti da differenti processi produttivi che costituiscono però i principali nutrienti per la crescita dell'alga stessa, come ad esempio i nitrati. L'alga è quindi in grado di immagazzinarli all'interno dei propri tessuti attraverso la fotosintesi, crescere e aumentare la propria concentrazione all'interno delle colture".

Sole, anidride carbonica e acque reflue: è tutto quel che serve a queste alghe per consumare le sostanze inquinanti e crescere. La polverina verde che ne risulta può poi essere venduta per la produzione di cosmetici, fertilizzanti, cibo per animali o anche materiale per la stampa 3D.

Certo, adesso la sperimentazione deve proseguire sulle diverse alghe, ognuna delle quali ha una proprietà diversa 

L'obiettivo è che colture di questo genere si diffondano in tutta Europa, contribuendo a dare impulso all'economia circolare del futuro

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