Investimenti diretti. La piattaforma2meet2biz.com mette in contatto aziende e grandi detentori di capitali. Un canale di disinmtermediazione

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A ottobre 2017 andava online 2meet2biz.com, primo marketplace italiano a voler mettere in contatto aziende e investitori istituzionali per operazioni di fusioni e acquisizioni di aziende e attività di business opportunities.

A un anno dall’inizio dell’attività ci siamo reincontrati con il cofounder Mario Basilico, per fare il punto della situazione. 

Qual è stata la reazione di aziende e investitori di fronte al vostro modello di business?

Considerato che ci proponiamo come una novità nel settore dell’M&A qualche perplessità è piu’ che comprensibile. Soprattutto visto che il nostro intento attraverso 2meet2biz era ed è quello di disintermediare, per creare un contatto diretto tra l’investitore e l’azienda.

Tuttavia, devo dire che grazie alle nostre pregresse relazioni con i principali investitori nazionali e internazionali siamo riusciti a far comprendere i notevoli vantaggi legati all’uso della piattaforma, come moltiplicatore di opportunità.

Per quanto riguarda le aziende, abbiamo impiegato piu’ tempo ad accreditarci, però la recente iscrizione di una società italiana quotata in Borsa ci fa capire di essere sulla giusta direzione.

 

Ad oggi ci sono 400 utenti iscritti e ben 160 progetti, con una ventina di trattative aperte. Vi aspettavate questo risultato?

Onestamente no. Siamo sicuramente molto contenti sia dei risultati, soprattutto considerati i tempi normalmente lunghi di questa attività che chi è del mestiere ben conosce, sia del livello di fidelizzazione che misuriamo nei nostri clienti. Da un lato infatti gli investitori ricevono da noi con costanza progetti stimolanti e in target, senza costi e senza sforzi, e dall’altro le aziende possono contare su contatti realmente interessati in tempi spesso brevissimi e con costi di mercato commisurati alla ricerca.

Inoltre, mi piace citare fra i risultati raggiunti anche le diverse partnership di valore che abbiamo instaurato, con, tra le altre, importanti società di consulenza estere che utilizzano 2meet2biz come fonte di approvvigionamento di progetti da proporre ai propri investitori che stanno cercando di penetrare il mercato italiano.

Che tipo di investitori si sono iscritti fino ad oggi

Devo dire che siamo riusciti, bruciando i tempi, a popolare la piattaforma di investitori in modo completo.

Abbiamo diversi fondi Private Equity e Venture Capital, sia italiani sia stranieri, ai quali offriamo sia aziende in cui investire sia le exit per le loro partecipazioni.

Naturalmente lavoriamo anche con i business angel, con le piattaforme di crowdfunding, con i family office, e con i club deal o investment club , oltre che acceleratori e incubatori.

In tutti questi casi stiamo ricevendo molte richieste dall’estero, sia dall’Europa, Londra in particolare, sia dal Medio Oriente, Israele in primis, sia dal Far East, Singapore o la Cina ad esempio.

E per quanto riguarda le aziende?

Come previsto abbiamo attratto, soprattutto all’inizio della nostra attività, molte startup, purtroppo spesso prive di fondamento. Le idee anche buone non possono trovare supporto di capitale se non vi è né un team dedicato né un progetto da sviluppare.

Ad oggi però ci stiamo affermando sulle PMI italiane, che sono senza dubbio il nostro target preferito, con anche qualche caso davvero entusiasmante.

Recentemente come dicevo si è iscritta in piattaforma un’azienda quotata che utilizza 2meet2biz per individuare imprese da acquisire. Il fatto di garantire l’assoluto anonimato sui progetti pubblicati dà tranquillità anche alle realtà piu’ grandi.

 

Quali sono le trattative piu’ interessanti aperte oggi?

A memoria, visto che ho citato quest’azienda quotata abbiamo aperto con loro una trattativa per l’acquisizione di una società di software, un deal da una decina di milioni di euro. 

E poi stiamo lavorando su un paio di turnaround italiani molto interessanti con alcuni fondi esteri specializzati sul tema. In questo caso Sono operazioni che si aggirano dai 2 milioni fino ai 15 milioni di euro.

Naturalmente abbiamo aperto anche alcune trattative tra delle startup italiane e Fondi di venture capital esteri. In questo caso si tratta di operazioni dai 600 mila euro fino ai 2 milioni.

 

I prossimi step:

Da gennaio saremo presenti con una sede fisica a Londra, un mercato che si è dimostrato molto interessante soprattutto dal lato degli investitori. L’intenzione è di sviluppare ulteriormente il mercato degli investitori e aprirci a quello delle aziende.

Infatti, intendiamo rivolgerci alle small cap europee, e la sede londinese ci aiuterà a esplorare questo nuovo mercato. 

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