Acquisizioni cinesi in Italia: vantaggi per le PMI

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L’agenzia di rating Crif Ratings ha effettuato una ricerca su un campione di imprese italiane acquisite dall’Asia, individuando come risultato positivo l’aumento del patrimonio e una netta riduzione del debito finanziario.

In particolare, visto che ad oggi l’Italia è il terzo paese europeo in cui arrivano investimenti cinesi, la ricerca si concentra proprio sulla Cina, che non cerca piu’ solo Large Corporate e brand noti, ma anche PMI, ossia proprio le aziende che costituiscono il tessuto economico italiano.

La ricerca si concentra su 40 aziende con meno di 500 milioni di fatturato: i settori di maggior interesse paiono essere meccanica strumentale, robotica, e componentistica auto.

I risultati già nei primi 12 mesi dall’ingresso dei soci cinesi sono


  • Riduzione della leva finanziaria e quindi dell’indebitamento

  • Miglioramento del rapporto tra debiti finanziari e patrimonio netto.


"Stando ai risultati del campione esaminato, le PMI interessate da investimenti cinesi hanno avuto benefici immediati in termini di stabilità finanziaria e patrimoniale. Le strategie di acquisizione portate avanti dai gruppi cinesi sul tessuto produttivo nazionale sono spesso accompagnate da significative iniezioni di liquidità a beneficio di equity e indebitamento" ha commentato Chloé Ehrhardt in una nota che presentava la ricerca da lei realizzata.

L’ingresso di nuovi soci, magari esteri come nel caso specifico, non deve essere visto come un fallimento dell’imprenditore o l’ennesima conquista degli stranieri, bensì come un momento di reciproco arricchimento. Oltre che un modo concreto per diminuire l’indebitamento bancario, che ancora oggi è uno dei principali motivi di default delle nostre aziende.

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