I giovani tornano all'agricoltura

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C’è un ritorno all’agricoltura da parte dei giovani, dovuto a passione e interesse per l’ambiente naturale, o anche alla voglia di inventarsi un lavoro che non c’è. Secondo un recente sondaggio di Coldiretti, nel 57% dei casi oggi un giovane preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale o fare l’impiegato in banca. Nel settore agricolo, gli amministratori di impresa sotto i 30 anni sono aumentati di 2102 unità negli ultimi 5 anni, mentre si registra un calo in quasi tutte le altre principali attività. Si tratta di un dato coerente con la corsa alla terra in atto tra le nuove generazioni con l’Italia che è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna.
La Coldiretti segnala il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna, dove hanno portato profonde innovazioni, con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche l’agricoltura sociale, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.
Un esempio interessante è dato da un’app che elabora in tempo reale i dati presi da sensori distribuiti sul terreno, in grado di rilevare dati sul suolo – umidità, temperatura, salinità – e al clima (radiazione solare, piovosità). Queste informazioni saranno utili per gli agricoltori per migliorare la redditività del raccolto.
Purtroppo a frenare un’ulteriore slancio degli under-35 rischiano di esserci ostacoli burocratici, difficoltà di accesso al credito e anche mancanza di terreni agricoli. La buona notizia è che sono stati quasi 30 mila i giovani che nel biennio 2016-2017 hanno presentato domanda in Italia per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea.

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