I Pir: tanti i soldi raccolti, ma per chi?

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In pochi avrebbero scommesso su questa manovra, nata con l’intento di rafforzare i risparmi e di convogliarli verso l’economia reale, verso le PMI italiane. Eppure in 18 mesi sono stati raccolti 19 miliardi di euro. Soldi che davvero potrebbero supportare tante aziende e dare nuova spinta a un’economia ancora in difficoltà.

Purtroppo però, come si temeva, ben pochi di questi soldi stanno finendo dove si sperava.

Il mercato Star – mercato delle grandi società quotate - come previsto, ne ha beneficiato.

Per quanto riguarda il mercato AIM – quello delle PMI quotate - si stima che circa 2,6 miliardi vi siano finiti,  ma una grossa parte è rimasta all’interno delle Spac, i veicoli che raccolgono capitali finalizzati all’acquisizione di società da quotare.

E nulla è andato alle aziende non quotate attraverso strumenti di Private Equity, Venture Capital o Private Debt.

Infatti, la gran parte del flusso ha alimentato acquisti sul mercato secondario, cioè sulle società quotate, alimentando in questo modo un rialzo dei prezzi.

Se a questo si aggiunge il fatto che l’interesse da parte dei consumatori è in lieve declino qualche spia di allarme si sta accendendo. La speranza è che, visti i dati ad oggi, un intervento riporti sulla giusta rotta questo strumento interessante.

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