L’Italia torna a attrarre i capitali esteri, e Milano ne è piu’ che mai capitale

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Notizie di respiro internazionale si sono susseguite in queste settimane.

La prima che non stupisce affatto è che l’Italia sia tornata a essere nella top ten mondiale dei paesi che maggiormente attraggono gli investitori stranieri.

Dietro a questo ritorno, e a un balzo in avanti di tre posizioni sul 2017, pare esserci Industria 4.0, il programma innovazioni lanciato nel 2017 per favorire i processi di digitalizzazione, incrementare la produttività e incrementare le competenze nelle imprese. Il risultato infatti è stato non solo un aumento in termini di competitività, ma un aumento di interesse degli stranieri, che ricercano imprese italiane per effettuare investimenti diretti nel capitale.

Cosa apprezzano gli stranieri? La presenza di startup e aziende innovative nonché l’aumento delle quote di export.

La seconda, che ci rende orgogliosi, è l’accordo tra il piu’ grande incubatore al mondo, Made in China, e il Politecnico di Milano. Si tratta della creazione di una piattaforma di sviluppo congiunta tra il Pollitecnico e Tsinghua University, il prestigioso Ateneo di Pechino. Si tratta di un accordo operativo, grazie al quale le imprese cinesi saranno motivate ad aprire propri centri di ricerca e sviluppo all’interno di Bovisa Tech, 23 mila metri quadri a nord di Milano. E così PMI e startup italiane potranno entrare in contatto con il mercato cinese.

I temi di maggiore interesse sono la robotica, l’automotive, il design, l’Industria 4.0.

Ci sarà un investimento iniziale di 50 milioni da parte della Cina, che entrerà con quote di minoranza nelle aziende locali per farle crescere. E seguirà la creazione di un Venture Capital con dotazione iniziale di 30 milioni e con capitale italiano e cinese, dedicato alle startup.

Così Milano rivaluta e da nuova linfa a un quartiere periferico come quello di Bovisa, supporta tutta l’Italia in un percorso verso un’economia globale e sostenibile, abbatte barriere.

Un progetto da tenere d’occhio.

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