L’imprenditoria femminile: una ricchezza per l‘economia

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Iniziamo con alcuni dati

Nel triennio 2014-2017 sono nate 32.000 imprese femminili in piu’, e Roma è al primo posto per il numero di donne che fanno impresa.

E non solo donne, anche giovani, loro e le loro aziende.

Infatti, il 40% delle imprese femminili sono state aperte dopo il 2010 e il 12% del totale delle aziende femminili sono guidate da una leader under 35.

Si tratta di 554 mila imprese nate negli ultimi 7 anni che stanno lentamente modificando la mappa settoriale e geografica del fare impresa delle donne.

Settori che storicamente vedevano una forte presenza femminile oggi si stanno ridimensionando, primo fra tutti l’agricoltura, ad oggi meno dell’11% sul totale delle imprese guidate da donne. In rafforzamento la presenza nel turismo e nel commercio, che rappresentare il 45% del totale delle imprese femminili.

Il dato piu’ interessante è però nel settore dei servizi, in particolare attività finanziarie e assicurative - 13 mila aziende - professionali, scientifiche e tecniche – 18 mila imprese -  informazione e comunicazione – 11 mila aziende: tutti settori generalmente di appannaggio maschile e nei quali invece la presenza femminile si sta rafforzando.

Dove? Lombardia, Lazio e Campania sono le Regioni piu’ accoglienti per le imprese femminili, sia di recente costituzione, sia di presenza storica.

Se ci concentriamo poi sulle startup innovative, i dati del 2017 contano il 13,7% di imprese a maggioranza femminile (poco piu’ di mille), ma i dati salgono se si prendono in considerazione le imprese in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale: quasi il 43% delle startup innovative. Quasi una startup su due vede una presenza femminile, non per forza giovane e alla prima esperienza, ma anche piu’ matura, con una pregressa importante esperienza lavorativa, alla ricerca di qualcosa di diverso per sfruttare al meglio le proprie capacità.

Cosa capire da questo ritratto?

L’imprenditoria femminile, soprattutto quella recente, sembra essere una forma di adattamento a una situazione ambientale delicata.

Le studentesse italiane, che si laureano prima e meglio dei colleghi maschi, sono il 60% del totale dei laureati, ma spesso la difficoltà a trovare lavoro, o a coniugare lavoro e famiglia, o peggio, la perdita del lavoro magari proprio per un figlio, fanno sì che ad oggi le donne si reinventino sfruttando lo spirito imprenditoriale per entrare in modo nuovo nel mondo del lavoro, e cioè creando impresa.

Insomma, una risorsa per il paese Italia, che purtroppo in tema di uguaglianza femminile – non solo sul lavoro – si pone ancora agli ultimi posti dei paesi Europei.

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