Riforma 2018 Fondo di Garanzia

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Dopo un primo periodo di sperimentazione iniziato a giugno del 2017, la riforma riguardante il Fondo di Garanzia per le PMI sarà applicata nel corso del 2018.

Questo quanto è emerso nel corso del convegno dal titolo La Riforma del Fondo di Garanzia, organizzato da Assolombarda Confindustria Milano e Monza Brianza.

I dati del Fondo di Garanzia sono assolutamente interessanti e rappresentano il quadro di uno strumento pubblico la cui utilità per le imprese si è ormai consolidata, e prosegue nel tempo in costante aumento.

Il 2017 ha registrato l’ennesima crescita, con 120.000 imprese finanziate, per un totale di euro 17,48 miliardi di cui circa 12,2 miliardi garantiti.

Di cosa si tratta?

Sostanzialmente di una misura pubblica presente dal 2000, grazie alla quale una parte (fino all’80%) di un finanziamento bancario richiesto da un’impresa viene garantito con risorse pubbliche. Questo significa naturalmente una facilità di accesso al credito, soprattutto per tutti quei soggetti che altrimenti faticherebbero a vedersi concesso un prestito. Di fatti, la ragione dei numeri elevati di richieste al Fondo Garanzia derivano dal contesto economico degli ultimi anni, caratterizzato dalla crisi da un lato e da Basilea 2 dall’altro, che ha irrigidito i criteri di accesso al credito, penalizzando profondamente le PMI.

I dati tra il 2011 e il 2016 parlano di una diminuzione drastica dello stock di crediti delle banche, una stretta che ha avuto gravi ripercussioni sulla ripresa economica.

Questo è stato dovuto da un lato dalla regolamentazione internazionale, Basilea 4 in particolare - e dall’altro dalla quantità di crediti deteriorati detenuti dagli Istituti di Credito. Molto lavoro si è fatto in questo campo per agevolare lo smaltimento degli NPL, tant’è che si è passati dal 18% del 2015 al 13% di oggi, tuttavia ancora molto resta da fare.

In questo contesto uno strumento come il Fondo Garanzia, che consente alle Banche di diminuire drasticamente il rischio legato alla concessione di finanziamenti, diventa indispensabile per la ripresa economica.  

Considerato allora che lo strumento si è rivelato molto efficace nel contrastare la crisi economica e nel supportare la ripresa la Riforma si è resa necessaria per rafforzare le motivazioni iniziali del Fondo, ossia  facilitare l’accesso al credito alle imprese anche con rischio elevato ma economicamente sane.

I principali obiettivi della Riforma sono quindi:

L’ampliamento della platea di soggetti beneficiari

Maggiore efficienza gestionale, con accantonamenti commisurati al rischio azienda

Maggiori margini per attrarre risorse regionali o comunitarie per il cofinanziamento degli interventi.

Nuovi sono anche i metodi di valutazione di accesso e di rischio delle aziende che richiedono l’accesso al Fondo Garanzia. In merito, su richiesta del Ministero per lo Sviluppo Economico Banca del Mezzogiorno ha sviluppato un nuovo modello di valutazione del Fondo in sostituzione del modello usato fino ad oggi.

Obiettivi del nuovo sistema:

Valutare il merito di credito dei beneficiari in modo piu’ puntuale

Utilizzare meglio le risorse del Fondo individuando percentuali di accantonamento a titolo di coefficiente di rischio diversificate in base alla rischiosità del soggetto

Possibilità di modulare le percentuali di copertura del Fondo in funzione della rischiosità dei soggetti beneficiari.

Ne deriva un criterio migliorativo e piu’ efficace per l’utilizzo delle risorse pubbliche, oltre all’introduzione di automatismi per la valutazione del possesso o meno dei criteri di ammissibilità.

Una cosa è certa. Al di là della bontà dello strumento, diversificare le fonti finanziarie è molto importante. Esistono alternative quali i minibond, la quotazione in Borsa o i Pir, che consentono di diversificare e rafforzare la finanza in azienda.

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